Al Placido Don, Fantasmi dal Fiume
SABATO 19 MAGGIO – ore 21.15
Teatro Comunale di Predappio,
via Marconi, 15
Al Placido Don, Fantasmi dal Fiume
di Renata Molinari e Luigi Dadina
In scena: Luigi Dadina; Ideazione scene e costumi: Enrico Isola; Lampi: Marco Martinelli. Produzione Ravenna Teatro.
“Si spezza e si ricompone infinite volte nella narrazione un ipotetico dialogo tra generazioni, tra padri e figli. Padri che durante la seconda guerra mondiale erano bambini e figli, uomini e donne del tempo del benessere. Di quel tempo emerge la figura del partigiano Gino Gatta, barbiere comunista, sindaco del primo dopoguerra, “andato a morire in pineta, nel suo fiume nella sua valle, nella sua acqua”; e la storia di Vitaliano Ravagli, combattente romagnolo in Vietnam. Dadina segue e indica le tante direzioni possibili della narrazione, e lo fa a pochi passi dal pubblico, raccolto sul palcoscenico, nell’abside dell’antica chiesa di Santa Chiara. Il racconto è teso, ricco di immagini, tra il gelo degli inverni di guerra, e le linee orizzontali della valle dove “ogni creatura impara ad essere anche un po’ un’altra cosa”.
(Chiara Bissi - Il Corriere della Romagna, 24/11/2001)
“La voce e qualche secco gesto, l’acqua versata nel bicchiere, rovesciata in terra a suggerire un confine liquido che in realtà unisce, senza retorica, sbalzano il mutevole paesaggio interiore delle generazioni del dopoguerra. Fino al gesto del compagno sempre silenzioso alle riunioni che, alla notizia dello scioglimento del Pci, si presenta alla sua sezione a reclamare la bandiera. E rimane lì, seduto immobile, come l’attore, a resistere fino a che non la ottiene. Uno dei tanti soldati senza nome di troppe guerre, combattute sulla nostra e sull’altrui pelle. Fin dentro le nostre case, oggi, nel conflitto quotidiano della diffidenza, della paura per il diverso che questo spettacolo, di rara qualità e sensibilità, materializza chiudendosi con il silenzio senza storia di un corpo piegato su stesso, a nascondere volto e voce."
(Massimo Marino - Hystrio, gennaio-marzo 2002)
(Chiara Bissi - Il Corriere della Romagna, 24/11/2001)
“La voce e qualche secco gesto, l’acqua versata nel bicchiere, rovesciata in terra a suggerire un confine liquido che in realtà unisce, senza retorica, sbalzano il mutevole paesaggio interiore delle generazioni del dopoguerra. Fino al gesto del compagno sempre silenzioso alle riunioni che, alla notizia dello scioglimento del Pci, si presenta alla sua sezione a reclamare la bandiera. E rimane lì, seduto immobile, come l’attore, a resistere fino a che non la ottiene. Uno dei tanti soldati senza nome di troppe guerre, combattute sulla nostra e sull’altrui pelle. Fin dentro le nostre case, oggi, nel conflitto quotidiano della diffidenza, della paura per il diverso che questo spettacolo, di rara qualità e sensibilità, materializza chiudendosi con il silenzio senza storia di un corpo piegato su stesso, a nascondere volto e voce."
(Massimo Marino - Hystrio, gennaio-marzo 2002)
INGRESSO: intero 10,00 € - ridotto 7,00 €
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
Tel.: 0543-61108 (Lun. - Ven. dalle 10.00 alle 13.00)
Cell.: 339-8685200
Per approfondimenti vedi: Associazione Dire Fare e Teatro delle Albe
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